Sabato sera, a notte fonda, le nostre (mia e della Noe) diaboliche menti, inebriate dalla grappa alla “rossssa” (che poi non è altro che alcool quasi puro) avevano pensato a un post un pochino crudele. Tema: l'ipocrisia. Ora, in teoria avrei dovuto pubblicarlo qui...Ma rileggendolo ho cambiato idea. Non ne vale la pena. Anche se faceva parecchio ridere!
Alla fine ognuno fa le sue scelte, per quanto discutibili possano essere...L'importante è non farle ricadere sugli altri. Non sto parlando solo del semplice valutare le conseguenze di ciò che facciamo in relazione a chi ci circonda, ma anche del fatto che se ci curiamo di ciò non ci possiamo permettere poi di rinfacciarlo in eterno. La maggior parte delle scelte che facciamo o non facciamo dipendono dagli altri, ma non si tratta di mero altruismo, anzi. Spesso infatti lo si fa per paura del loro giudizio, non certo per il loro benessere.
Non si può sempre incolpare qualcun altro delle occasioni perse, o di ciò che non abbiamo fatto, tacciando il tutto per altruismo. Non ci si può auto-martirizzare per qualcuno che non ce l'ha mai richiesto, né mai l'ha desiderato, pretendendone poi un ringraziamento o delle scuse.
Ma sto divagando, tra i miei (incomprensibili, lo so) pensieri.
Il punto del post infatti non era questo.
L'amicizia non è mai opportunismo: si passa del tempo con qualcuno semplicemente se ci si trova bene con quella persona. Non si trae alcun profitto da un'amicizia, ovviamente nel senso materiale del termine intendo. Se non fosse un dare e avere reciproco non sarebbe amicizia (ora non sto più parlando solo del lato materiale). Dunque credo sia impossibile dare dell'opportunista ad un amico degno di questo nome, specialmente se è una persona che ci è stata vicina per molto tempo. Si cresce e si matura in maniera differente: insomma si cambia. E ci sono persone che riescono a cambiare, a crescere e a confrontarsi insieme a noi. Altre si allontanano, non intendo fisicamente, non solo. Non si può incolpare nessuno: è così. Ma non è una cosa che succede all'improvviso, è un lungo e lento processo, magari a volte, anzi spesso, implicito. Ma gli amici, quelli veri, non si perdono comunque. Quelli restano, e anche se non li ritroviamo più spesso come una volta, sappiamo che ci sono e che possiamo contare su di loro. Poi però c'è anche chi non capisce, ci si schiera contro, ed inventa falsi pretesti, senza magari riflettere sul comportamento che ha, o meglio non ha, assunto con noi. Se non si è accorto del nostro cambiamento infatti, evidentemente di noi gli sono sfuggite molte cose. Perché non ci si ritrova mai soli all'improvviso se si dedica un minimo di attenzione alle persone che si hanno vicino. A volte basta un “come stai?” che non sia però volto ad attirare l'attenzione su di noi. Un semplice interessamento che per qualcuno può voler dire tanto. Non sono molte infatti le persone disposte ad ascoltare i nostri capricci e le nostre incertezze. Ma gli amici, quelli veri, beh loro sì. Anche se ciò che diciamo è assurdo o privo di senso; al limite poi ci ridono in faccia, ci fanno ragionare.
Chi definisce un'amicizia finita come del semplice opportunismo da parte dell'altra persona evidentemente non l'ha mai considerata amica. Perché quando un rapporto raggiunge un certo livello di profondità non lo si può banalizzare in questa maniera. Questo almeno è quello che penso io ora. Non credo sia giusto colpevolizzare qualcuno solo perché non è più come lo vogliamo noi. Dunque è ora di smetterla di fingersi scandalizzati e sorpresi per qualcosa che già da tempo si vedeva, ma che si è preferito ignorare. E non si tratta di “fare del male”, anche perché poi fingere sarebbe solo peggio. Non credo che qui nessuno sia cambiato all'improvviso, si tratta solo di aprire gli occhi e guardare in faccia la realtà, una volta tanto. Tutto è sempre stato così, ma nessuno l'ha mai voluto vedere.
Non sono impazzita, infatti per qualcuno questo post avrà un senso. Forse...







