In my room
venerdì, 13 novembre 2009 ; commenti
amore








I Love My Own Personal Jesus












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PiccolaKana.


Mezzanotte
venerdì, 26 giugno 2009 ; commenti

"Imprisoned, inside this mind
hiding behind the empty smiles
so simple (delinquish)
isn't much made
crawling back into the dark

running, always running, into the distance
stop me before I bleed, again
the echos of my voice
follow me down
the shadows I cast
follow me down

deeper i'm falling
into the arms of sorrow
building decending
into the arms of sorrow"














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PiccolaKana.


Pazzia morale
lunedì, 15 giugno 2009 ; commenti (2)
citazioni, amore, riflessioni, libri

 “Sto parlando con una persona razionale, che si è sottoposta a una disciplina praticamente disumana, che ha perduto il senso delle proporzioni ed è entrata in una storia disperata di irragionevoli desideri. Eppure, è proprio questo che significa vivere, no? Che significa forgiare una vita. Sai che la ragione può rivendicare il suo primato in ogni istante...E se lo fa, addio alla vita e all'instabilità che è vita. La sorte di ognuno: l'instabilità.”

Philip Roth – Il fantasma esce di scena

 


Se solo la ragione smettesse di rivendicare il suo primato, una volta tanto...













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Suspension of consciousness
martedì, 26 maggio 2009 ; commenti (2)
amore, riflessioni, libri, deliri

Un ibrido. Un incrocio tra l' "influence of consciousness" dostoevskijana (peraltro di dubbia credibilità, data la fonte che qui non cito, ma prendiamola per vera) e la "suspension of disbelief" di Coleridge.
Ma tutto quadra.
La prima è la manifestazione della consapevolezza, che porta a risultati spaventosi. Potrei ritrovarmi anch'io con satana seduto sul divano di casa mia sotto le spoglie di un simpatico gentiluomo che cerca di convincermi di tutto ciò che, nel contesto della mia miserabile vita, fingo di non sapere ma che è palesemente così. Ricamandoci anche un po' sopra in modo da farmi sentire ancora più uno schifo. Ma tanto se il tutto accadrà io dovrò essere in preda alla febbre cerebrale (che non ho ancora capito cos'è ma a quanto pare nella letteratura russa dell' '800 andava molto di moda), quindi poi morirò senza dare troppo peso alla consciousness, a meno che questa non abbia voglia di perseguitarmi anche all'inferno, in questo caso non c'è scampo.
La seconda è la momentanea interruzione dell'uso della razionalità atta a dare spazio al mondo del fantastico e del surreale. Insomma un po' il contrario della prima che ti sbatte in faccia brutalmente la realtà così com'è. Qui il tutto è decorato con albatros e daffodilli (la traduzione non me la ricordo mai, quindi li italianizzo) che ballano. Che sarebbe già un modo più carino piuttosto che satana seduto sul divano. Anche se bisogna considerare che uno scambio di battute deliranti con un tipo brillante come lui sull'andamento dell'universo e sulla vita dopo la morte non dev'essere male. 
Un incrocio tra queste due sarebbe l'ideale. Suspension of consciousness. Lasciare tutto così. Continuare a credere che tutto sia giusto e perfetto così. Anche se in fondo si ha la consapevolezza che è tutta una bugia. Ma è quella suspension che ti salva.
Tutto questo non mi ricordo più da dove arriva...Non ha un senso.
Ma non ho voglia di giocare con la realtà. Ho gli occhi chiusi e voglio continuare a tenerli così. Finchè qualcuno non me li aprirà con la forza. E prima o poi succederà. E non so come reagirò. Ma se qualcuno deve farlo tanto vale che sia satana sul mio divano. Reggerei meglio xD












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PiccolaKana.


"53 anni 7 mesi e 11 giorni con le loro notti"
martedì, 07 aprile 2009 ; commenti (3)
citazioni, amore, riflessioni, libri













E’ come trovarsi a pochi passi dalla felicità assoluta e sapere che quegli ultimi metri non riuscirai mai a percorrerli.
Natsuo Kirino - Grotesque












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Barcellona
venerdì, 20 marzo 2009 ; commenti (1)
viaggi, arte, amicizia

“Partimmo molto felicemente alla tarda ora delle 5:00 di mattina per recarci in Malpensa due inutilissime ore  prima per un check in di 5 secondi, e per poi dover aspettare ancora 40 minuti prima dell’imbarco.” By Noemi
Così comincia il nostro diario di viaggio cominciato e mai finito (il diario, non il viaggio). Seguono un’altra decina di righe senza senso, scritte dalle nostre geniali menti, la mia e quelle di Claudia e  Noemi, e poi il vuoto.
La gita non è stata niente male, soprattutto grazie al contributo delle mie adorate compagne di stanza <3 (con le quali ancora ringraziamo tutte le nostre divinità per averci concesso l’unica camera da tre, in mezzo ad altre 11 doppie).
L’hotel era fantastico, nonostante io mi aspettassi una bettola schifosa. Io e la Vale inoltre abbiamo goduto appieno della colazione gentilmente offerta (buffet con tre tipi diversi di brioches, yogurt vari, torte, marmellate, ecc…). Questo spiega come mai, nonostante i 10 km di camminate al giorno (ebbene sì, abbiamo scoperto nostro malgrado che le prof non sono capaci di usare i mezzi pubblici) non abbia perso nemmeno un etto.
Credo che le mie compagne di stanza però non abbiano apprezzato “appieno” la città, dato che non capiscono l’arte moderna e contemporanea come ho più volte ripetuto u_u  (io sì invece eh! xD).
Gaudì però non è stato contestato. La tanto attesa fondazione Mirò non l’abbiamo vista neanche da lontano (Noe tira un sospiro di sollievo). La casa Milà e la casa Battlò abbiamo avuto giusto il tempo di fotografarle, dato che abbiamo preferito perdere 45 minuti del prezioso tempo concesso ad aspettare una paella (beh sì ne è valsa la pena, lo ammetto, ma esiste anche quella Buitoni che non è niente male xD).   
La Rambla l’abbiamo percorsa in lungo e in largo, di giorno e di notte. Poi si sono ammazzate di shopping al Maremagnum (io no perchè ero troppo morta), e ci siamo strafogate di succhi di frutta alla boqueria, cioè il mercato, che è un posto secondo me fantastico, pieno di frutta esotica dai colori straordinariamente accesi, allegri e invitanti.
Siamo stati a Parco Guell, ma dato che hanno avuto la brillante idea di farci arrivare a piedi (è in cima ad una salita spaventosa) eravamo così stremati che l’unica cosa di Gaudì che ho potuto apprezzare è stata l’idea di riempirlo di panchine. Con panorama per giunta.
La Sagrada Familia era d’obbligo. Geniale. Strabiliante. Credo sia qualcosa di veramente unico, e una guida e qualche spiegazione in questo caso non avrebbero fatto che bene. Va beh. Banale dire che sarebbe bello vederla finita.
Ah poi c’è stato il mortale giro in golondrina (ovvero una specie di battello, tipo quelli che fanno i giretti sul lago). Hanno sboccato praticamente in 20 su 25. C’era un vento tremendo (e gelido), e quindi il mare era parecchio agitato.
Abbiamo visitato il MNAC (Museu Nacional d'Art de Catalunya) e il MACBA (Museu d'Art Contemporani de Barcelona). I soliti commenti per quest’ultimo sono stati: “cos’è sta roba?” “puah, io lo sapevo fare meglio!” =_= 
Poi…che dire…Abbiamo conosciuto Bob lo spacciatore che è l’unico con il quale sia riuscita ad avere una conversazione decente in spagnolo (ormai sta lingua la odio). Anche perché a quanto pare a Barcellona gli spagnoli non esistono, sono solo una leggenda. Penso siano stati uccisi e divorati dagli italiani che ormai hanno preso il sopravvento e sono ovunque. Il mio spagnolo dunque non è di certo migliorato, tra italiani e gente che parlava in catalano (incomprensibile). Per non parlare del gentile commesso dell’Hard rock cafe che ha pensato bene di nasconderci la sua nazionalità fino a quando, stanco di subirsi i miei commenti sulle orrende magliette con cuoricini e brillantini, ha deciso di liquidarmi con un “oh, sono italiano anch’io, va beh dai ti faccio vedere i modelli classici” xD.
Poi abbiamo fatto dei video fantastici, che testimoniamo quanto reggiamo bene l’alcool. Chi non li ha visti non può capire.
Per finire bene la gita abbiamo fatto un’escursione notturna clandestina per i pub malfamati del quartiere, finalmente libere dalla sorveglianza. Siamo finite all’ “Ummagumma” (o almeno, quelle due sostengono che si chiami così, ma non ci metterei la mano sul fuoco…), cioè un postaccio dove dei catalani ci hanno provato, ma noi non abbiamo capito una parola, e dove abbiamo conosciuto dei trentini che poi il giorno dopo in hotel abbiamo dovuto accuratamente evitare per non destare sospetti (il che non è stato facile dato che ce li siamo trovati tutti schierati fuori dalla sala da pranzo subito dopo la colazione).
Notare che c’è gente che ancora rosica perché non ha capito cosa abbiamo combinato quella sera.

Insomma, in questa “visita di istruzione” abbiamo imparato molto. Ora sappiamo fumare il sigaro, abbiamo un aggancio a Barcellona se ci serve della droga, abbiamo provato la Estrella (birra spagnola), la paella, i churros, la tortilla. Io ho imparato che con il linguaggio dei gesti puoi parlare con chiunque, la Noe ora sa come tenere una bottiglietta d’acqua sulla fronte, e la Cla non scrivo cos’ha imparato se no la metto nei guai.
Ma il più grande insegnamento è stato che: “In tre è meglio che in quattro” (no comment).



Cla, Noe e io in camera



Cla e Noe che sponsorizzano il cioccolato al Jack *ç*



 Io, con il MNAC sullo sfondo



Il MACBA



La paella attesa un'ora



Tipiche composizioni di frutta della boqueria
 

 












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Inoue Yasushi – Il fucile da caccia
venerdì, 09 gennaio 2009 ; commenti (1)
citazioni, amore, libri

"Amare, essere amato…come sono tristi le azioni umane. Quando ero al secondo o al terzo anno del liceo femminile, durante un esame di inglese vennero fuori alcune domande sulla forma attiva e passiva dei verbi. Colpire, essere colpito; guardare, essere guardato…mischiati tra tanti verbi come questi, ce n’erano due che emanavano una luce speciale: amare, essere amato. Mentre guardavamo con attenzione le domande leccando le matite, a un certo punto da dietro le spalle mi arrivò un bigliettino, che qualcuno aveva fatto girare per gioco. Guardai, c’erano scritte due domande: “Vuoi amare?” “Vuoi essere amata?”. E sotto la frase “Vuoi essere amata?”, scritti con l’inchiostro o con la matita blu e rossa, c’erano molti cerchietti, mentre nella colonna “Vuoi amare?” non c’era nemmeno il più piccolo segno di adesione. Anch’io non feci eccezione e aggiunsi il mio cerchietto sotto “Vuoi essere amata?”. Perfino le ragazze di sedici, diciassette anni, che capiscono ben poco di cosa quelle parole “amare”, “essere amato” possano significare, intuiscono già per istinto che la felicità sta nel fatto di essere amate.
Solo la ragazza seduta accanto a me, quando le passai il biglietto, vi diede una rapida occhiata e subito, con un deciso tratto di matita tracciò un grande cerchio nella colonna bianca ignorata da tutte le altre. Lei voleva amare. Ricordo ancora chiaramente che provai allo stesso tempo antipatia per quella compagna priva di mezze misure, e disorientamento per essere stata colta di sorpresa. La ragazza era un tipo insignificante, dall’aria malinconica, e i suoi voti non erano particolarmente alti. Non ho idea di come sarà diventata da grande quella ragazza dai capelli un po’ rossastri, sempre sola, ma chissà perché, dopo più di vent’anni, mentre scrivo questa lettera, i lineamenti del suo viso mi tornano chiari alla mente.

Quando, giunte alla fine della loro vita, serenamente distese, volgeranno il loro viso al muro della morte, tra la donna che ha goduto appieno della felicità di essere amata e la donna che può dire di aver avuto poche gioie ma di avere amato, a quale delle due Dio vorrà concedere il tranquillo riposo? Ed esiste, in questo mondo, una donna che possa dire davanti a Dio: “Io ho amato”? Sì, sono sicura che esiste. Avrà magari i capelli in disordine, il corpo segnato dalle ferite, gli abiti a brandelli, ma potrà dire a testa alta, con fierezza: “Io ho amato”. Ed esalare l’ultimo respiro."
















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After dark
venerdì, 02 gennaio 2009 ; commenti (3)
citazioni, riflessioni, libri, deliri, natale, anno nuovo

Il nuovo giorno sta per arrivare, ma quello vecchio sta ancora trascinando il suo pesante orlo. Come l’acqua dei fiumi quando lotta all’estuario contro la forza del mare, il tempo nuovo e quello vecchio si scontrano, si mescolano.
Haruki Murakami – After dark

Direi che può valere anche per l’anno nuovo.
Non so bene per quale motivo ma il 2009 un po’ mi spaventa. So benissimo che è tutta una cosa puramente convenzionale. 2008, 2009, alla fine non cambia nulla. Non sarà certo una data a condizionarci la vita. Anche perché per abituarmi a quella nuova mi ci vorranno mesi =.=’
A volte si sentono persone affermare convinte “non vedo l’ora che quest’anno terribile finisca” (o una variante, ma ho reso l’idea). E allora?? Una volta che arriva quello nuovo cosa cambia?? Non sarà certo una stupida cifra a determinare dei cambiamenti nella tua vita. Come se poi l’anno fosse il responsabile di quello che ti succede durante il suo corso. E in ogni caso quello che arriverà potrebbe pure andarti peggio per quanto ne puoi sapere.
Solo che mette un po’ di angoscia. Sai cosa stai lasciando, sai come ti è andato l’anno passato, ma non saprai mai cosa ti succederà in quello che arriva. Non sai come sarai tra un anno. Potresti essere felice e soddisfatto, ma anche rimpiangere il tuo presente, i giorni che stai vivendo ora. Beh potresti anche non esserci più, per dirle tutte.

Il tempo nuovo e quello vecchio si mescolano, come dice Murakami nel suo ultimo fantastico romanzo. Che è scandito dal tempo, dal passare delle ore. Ma non è un avanzamento frenetico bensì il tranquillo succedersi del giorno alla notte. Il momento in cui lo ieri e l’oggi si mescolano, si confondono. E nel frattempo due vite si incrociano. Due vite accomunate da una che ormai sembra persa nel tempo, ma che ancora c’è. Una storia d’amore? No. Questo non ci è dato saperlo. Il lettore sbircia in quelle poche ore nelle vite dei protagonisti. Ciò che succede dopo non lo riguarda. Si può solo supporre. Ma non avrebbe senso. La storia va presa così, come viene.
All’inizio potrebbe sembrare più concreto dei suoi consueti romanzi, ma ci pensa il personaggio di Eri a trascinarci nella fantastica dimensione onirica che circonda i racconti di Murakami. Straordinario come sempre.
(Un fantastico regalo di Natale, grazie davvero *-*!!!)

La recensione mi aiuta a spiegare che credo che è così che dovrebbe essere considerato il tempo. Come qualcosa che si aggiunge a ciò che è appena terminato. All’infinito. Non comporta un cambiamento, se mai si integra alla nostra consuetudine. Non importano l’anno, o il mese. Il suo susseguirsi incessante non cambia in ogni caso, continua sempre uguale. Ciò che cambia è come agiamo durante questo tempo. A segnarlo sono solo le nostre azioni. Non viceversa.

Ok, ora la smetto e vado a dormire.

Senza un “ieri” da confessare. Senza un “domani” per redimersi. Tra queste mani che hanno dimenticato perfino lo scorrere del sangue…è come se a tutto questo si sovrapponesse il calore del tuo corpo. Io sto vivendo nella dimensione onirica chiamata “oggi”.
Stigma – Kazuya Minekura

Conclusione antitetica? Mah forse…Mi è venuta in mente ma non ho voglia di decifrala ora. Comunque non era voluta.

‘Notte!!












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Odio le radiosveglie
giovedì, 18 dicembre 2008 ; commenti
riflessioni, deliri, nostalgia

Odio la mia radiosveglia.
Il brutto è che ti svegli tutte le mattine con qualche maledetta canzone truzza o con la vocina di un deficiente che fa i suoi commenti su qualcosa, in genere sull'avvenimento più stupido della giornata.
Poi ogni tanto passa una canzone che ha il potere di cambiarti la mattinata. Quella che non ti aspettavi, quella che pensavi nessuna radio si filasse più, quella che hai cancellato da ogni tua playlist per non doverla risentire. E che, dannazione, ti rievoca un sacco di immagini che preferiresti lasciare lì dove sono, in qualche angolo dei tuoi ricordi. Ma ormai il danno è fatto. Bastano quei tre secondi che impiega la tua mano ad arrivare a tirare un ceffone alla sveglia, per imprimerti in testa quelle note. E in ogni caso la tua mano non ci arriva mai a spegnerla la sveglia, perchè c'è qualcosa di magnetico che ti attira. Perchè sei masochista. Perchè la vuoi sentire fino alla fine. Perchè magari ci vuoi pure cantare sopra. Perchè vuoi ripensare al significato di ogni singola parola (e quindi devi pure scomodare il tuo cervello alle 7 del mattino per un lavoraccio di traduzione simultanea).
Poi la canzone finisce, e arriva la vocina dell'idiota, che non si scomoda neanche a citare il titolo, perchè tanto non frega a nessuno. E tu comunque lo sai già. Solo a questo punto spegni la radio. Hai ancora 10 minuti a disposizione (non sono pochi gli psicopatici che puntano la sveglia almeno un quarto d'ora prima). E in quei 10 minuti ritorni improvvisamente indietro nel tempo. Pensi a com'eri prima, quando quella canzone la sentivi tutti i giorni. Pensi alle persone che avevi attorno. Pensi a tutte quelle cose stupide che hai fatto, e alle cose sensate che invece avresti dovuto fare ma non ne hai avuto il coraggio. Pensi alle occasioni perse, quelle che “chissà come sarebbe oggi se...”, poi a quelle che invece hai colto, e perciò ringrazi te stessa. Pensi a quella persona speciale, che credevi ci sarebbe stata sempre. Beh no, magari non sempre, ma almeno per un po'. E invece chissà che fine ha fatto ora. No, non ne hai proprio idea...E magari neanche lo vuoi sapere.
Poi riguardi l'ora (proiettata sul soffitto). Hai ancora due minuti. Pensi a cosa ti aspetta a scuola, e concludi che magari a letto ci puoi rimanere anche un po' di più.
E ora pensi a ciò che sei adesso. E arrivi alla conclusione che alla fine è meglio così. Che sei soddisfatta di ciò che sei diventata. Grazie a quelle scelte stupide, a quelle cavolate che hai combinato, a quelle persone che ti hanno fatto stare malissimo, alle delusioni che hai preso. Ma soprattutto grazie a chi ancora c'è, alle soddisfazioni, ai traguardi che hai raggiunto, alle persone che hai incontrato nel frattempo, a quelle che hai ritrovato.
Magari è solo un momento di ottimismo passeggero. Ma per ora stai così. Quei tre minuti di canzone alla fine sono serviti a qualcosa. 




La mia radiosveglia. Che però è nera.



P.S. Ho scritto due post in una settimana O_O. Non in una qualsiasi, ma nella settimana tra le più impegnative che abbia mai passato nella mia carriera scolastica (lunedì: verifica di matematica; martedì: verifica di lettere + verifica first (ing) + interrogazione di storia; giovedì: verifica di chimica; venerdì: verifica di storia + ingerrogazione di arte). Questo dimostra che quando devo studiare tendo irrimediabilmente a perdere tempo in cose inutili per poi sfruttare al massimo quel poco che mi rimane. Eh già, sotto pressione lavoro meglio u.u    












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Aspettando natale...
martedì, 16 dicembre 2008 ; commenti
deliri, natale

 L'atmosfera natalizia comincia a farsi sentire. Stamattina ho aperto la sedicesima casellina del calendario dell'avvento. Ebbene sì, non ridete, alla mia veneranda età faccio ancora queste cose u.u


Non ho mai festeggiato il Natale dal punto di vista cristiano, nonostante nella mia famiglia ci sia ancora qualcuno, che quando fa comodo, si diverte a proclamarsi osservante (questo di solito dopo la beatitudine e la pace interiore che le provoca la messa di Natale, ovvero l'unica a cui partecipa nell'arco di tutto l'anno). Però dire che ormai la cosa è ridotta al mero livello consumistico è forse esagerato. I pranzi di natale e il ritrovare (alcuni) parenti che non si vedono da tempo non mi è mai dispiaciuto, anzi! Alla fine l'atmosfera natalizia riesce a coinvolgere tutti, senza che si stia poi tanto a riflettere sul suo significato.

Come ogni anno si terranno le solite due feste; diversissime fra loro.

Quella di natale, che conterà un'infinità di parenti (e amici, e amici di parenti, e parenti di amici), in una casa in cui lo spazio non basta mai, e le persone sono ogni anno più di quante io riesca a immaginare, ma questo rende il tutto ancora più divertente. E soprattutto mi evita le torture che descriverò in seguito. La giornata passa così fra giochi di società appena scartati, discorsi deliranti o ragionamenti seri, e videogiochi per la console di quei cugini che si ricordano di portarsela dietro. E che in alcuni casi ne possiedono più di una, contribuendo così al quieto vivere della giornata, televisori disponibili permettendo. Perchè altrimenti a giocare sono sempre quelli dai 40 anni in su (eh già, nella mia famiglia funziona così).

E poi c'è la festa di santo Stefano, in un posto enorme, lussuoso, ma totalmente spopolato (penso che saremo in tutto in 7 persone, delle quali ben 3 non si sopportano fra loro xD) , dove pesano più i posti ormai vuoti di quelli riempiti dai presenti, e dove l'attenzione sarà puntata sui parenti che di solito si vedono meno (ovvero una cugina trentenne che arriva da Torino portandosi ogni anno un fidanzato diverso, che diventa immancabilmente l'oggetto di tutte le conversazioni almeno fino a Pasqua) e purtroppo, non essendoci molte altre attrazioni, anche su di me =_=. Cosa che odio.

“Che scuola fai? A che anno sei? E come vai? Ma sì, lo so che sei brava! E il fidanzato (anzi, “fidanzatino” nel migliore dei casi)? Ce l'hai? Ma no, sei ancora troppo piccola! ”

E tu ogni anno a ripetere le stesse cose...Ovviamente la scuola è sempre quella, perchè se l'avessi cambiata la cosa sarebbe diventata una questione di stato, come del resto lo sarebbe stata una bocciatura. E qui si capisce quanto siano inutili le prime due domande. Alla terza si rispondono da soli, in base a cosa ancora non si capisce...Ma almeno risparmio fiato e mi limito a un sorrisino di finta modestia (perchè è evidente che, per quanto possa andare male a scuola, sarò sempre più intelligente di te finchè mi fai queste domande astute). Fortuna che anche all'ultima si rispondono quasi sempre da soli. O al limite lì interviene la mamma, non certo per salvarmi dalle grinfie del parente di turno, quanto per allontanare le anziane zie dal possibile scandalo. Come se andassi a raccontare a loro i fatti miei =_=

Verrebbe voglia di cambiare le risposte: “No guarda, a scuola non ci vado più, mi sono rotta di ripetere sempre lo stesso anno. Però ho trovato la mia strada: sì, ho deciso, farò la mantenuta a vita. Come, chi mi mantiene?? Ah, il mio ragazzo, sai, fa lo spacciatore...Ma tu?? Come stai?? Mi sembri un po' sciupata! Ti senti bene??”

No non conviene; un'ulteriore perdita di parenti (causa infarto) peggiorerebbe poi tutto il natale successivo.


Beh, comunque intanto c'è l'attesa dei vari festeggiamenti, che poi è forse la parte migliore: la ricerca dei regali, lo shopping natalizio (ho addirittura trovato delle scarpe col tacco...io!! Chi mi conosce sa quanto sia assurda la cosa u.u), la preparazione di quantità industriali di dolci (ho deciso che quest'anno imparerò a farne qualcuno), le lucine che sbrilluccicano ovunque, e i cioccolatini del calendario dell'avvento *-*














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Black rose
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» Black rose è online dal 7 agosto 2007.



Me and myself


"Ho sempre odiato le cose immutabili. Sono noiose." (Kanzeon Bosatsu)


Alessia è nata nella triste cittadina di Como il 10 luglio 1991. E spera di vivere e morire altrove.



Awww <3


Uscire con gli amici (ma anche stare in casa con gli amici). Leggere manga. Finire le tessere della Crazy Comics. La cucina cinese. Leggere libri (possibilmente non quelli imposti dalle prof.). Will&Grace. Grey's anatomy. Lost. Guardare l'alba in riva al mare (anche se gli amici dormiglioni rendono ciò praticamnete impossibile). Dr House. I giochi da tavolo (d'inverno, magari con una tazza di cioccolata fumante). Il cioccolato fondente.Andare in giro in moto quando fa caldo. Guardare film dell'orrore che non fanno paura. Fare commenti stupidi mentre guardo i film (anche se non tutti gradiscono, dato che magari vorrebbero seguire). Orlando Bloom, Sanzo e Shin.






bleah!


Dover restare in classe quando c'è il sole e ci sono quasi 40 gradi (in soffitta, sai com'è...). Gli spinaci. Le fashion girls. Quelli che vogliono sapere sempre tutto, ma non hanno idea di ciò di cui stanno parlando. Gli egocentrici (che di solito vanno d'accordo con le fashion girls). L'HSL. I moralisti. Le religioni. Gli opportunisti.


Reading


Haruki Murakami: Norwegian wood (Tokio Blues), Dance Dance Dance, L'Uccello che girava le viti del mondo, Kafka sulla spiaggia, A Sud del confine a Ovest del sole, After dark. - Yukio Mishima: Confessioni di una maschera, Colori proibiti, Sole e acciaio, Ali. - Natsume Soseki: Il Signorino. - Banana Yoshimoto: Kitchen, Ricordi di un vicolo cieco. - Randy Taguchi: Antenna. - Lev Nikolaevic Tolstoj: Anna Karenina, Guerra e pace. - Philip Roth: Il complotto contro l'America, Everyman, Il fantasma esce di scena. - Hermann Hesse: Narciso e Boccadoro, Siddharta. - Oscar Wilde: Il ritratto di Dorian Grey. - Geraldine Brooks: Annus mirabilis. - Ken Follett: I pilastri della terra. - Stephanie Meyer: Twilight, Newmoon, Eclipse, Breaking dawn. - Angela Terzani Staude: Giorni Giapponesi. - Federico Rampini: L'impero di Cindia. - Stefano Benni: Stranalandia, Terra!, Bar Sport, Bar Sport Duemila, Il bar sotto il mare. - Carlos Ruiz Zafon: L'ombra del vento. - Alessandra Persichetti e Akeel Almarai: La caduta di Baghdad. - Roberto Saviano: Gomorra. - Marco Travaglio: Regime. - Niccolò Ammaniti: Come dio comanda. - Friedrich Nietzsche: L'anticristo. - Doris Lessing: Il quinto figlio. - Sandro Veronesi: Caos calmo. - Gabriel García Márquez: L'amore ai tempi del colera. - Inoue Yasushi: Il fucile da caccia, Amore. - Natsuo Kirino: Grotesque. - Fëdor Michajlovič Dostoevskij: I fratelli Karamazov. - Tommaso Campanella: La città del sole. - James Joyce: Gente di Dublino. -Johann Wolfgang Goethe: I dolori del giovane Werther.



Manga


Saiyuki, Saiyuki reload, Stigma, Ultimi raggi di luna, Paradise Kiss, Parfait tic, ES (Eternal Sabbath), Sole maledetto, Mars, Ranma 1/2, Maison Ikkoku, Sei il mio cucciolo, Marmalade boy, 100%fragola, Life, Rayearth, One Piece, Hanakimi, Fruits Basket, La clessidra, Death note, Fushigi Yugi, Imadoki, Partner, Sarà perchè mi piaci, Zettai Kareshi, Lui il diavolo, Alice 19th, Full Moon Wo Sagashite, Host Club, Ma quando mai









Wishlist


-andare al Lucca comics;
-fare il cosplay di Nana (Osaki);
-imparare il giapponese;
-fare un viaggio in Giappone;
-comprare un corpetto;
-comprare una macchina fotografica digitale di dimensioni ragionevolmente piccole XD;
-tornare a scuola con un briciolo di voglia di studiare;
-trovare un lavoretto estivo in una libreria;
-tornare ancora al mare prima che ricominci la scuola;
-andare in vacanza con gli amici;
-mangiare sushi e sashimi;
-fare un viaggio in Turchia;
-incontrare un ragazzo dolce come Nobu, ma anche un po' bastardo come Sanzo, con una moto come quella di Rei, originale come Joji, con la spilla al labbro e la catena come quella di Shin, intelligente come Hakkai (lo so che non esisti!);


Quotes


"Il mondo non verrà distrutto da una bomba atomica, come dicono i giornali, ma da una risata, da un eccesso di banalità che trasformerà la realtà in una barzelletta di pessimo gusto."
Carlos Ruiz Zafon - L'ombra del vento


"Amare qualcuno è una cosa bellissima e, se si tratta di un sentimento sincero non bisogna sentirsi in un labirinto. Noi siamo tutti esseri imperfetti che vivono in un mondo imperfetto. Non viviamo misurando le distanze con la riga, gli angoli con il goniometro nè controllando entrate e uscite come sul conto in banca. Ogni cosa segue comunque il suo corso e per quanto uno possa fare del suo meglio, a volte è impossibile evitare che qualcuno rimanga ferito. Occorre essere aperti e abbandonarsi alla vita così come viene, rendendosi conto di quanto sia meravigliosa."
Haruki Murakami - Norwegian wood


Se Dio esiste, spero che abbia cose più importanti da fare che spiare se bevo alcolici o mangio carne di maiale"
Khaled Hosseini - Il cacciatore di aquiloni

"Ho sentito dire che per te il rosso è il colore della penitenza. Penitenza decisa da chi? Dio? Dio non salva nessuno, ricordalo. Tu sei l'unico in grado di salvare te stesso! Sei libero di morire. È una buona via di fuga. Nel caso tu morissi le cose rimarrebbero immutate. Se invece tu decidessi di vivere, qualcosa potrebbe cambiare."
Genjo sanzo


Deliri


"Il mondo non è tutto black!"
"-Ah, ma bevi la tisana??
-Sì, ma sono true evil...Bleeeeeeeeah (in growl)!"
"La vita è fatta per metterla in gioco!"
"-Dai, vai a correre, così produci endorfina!
-Ma è legale??"
"-Quindi è la paura della morte che ci tiene in vita?
-No, è l'inerzia."
"...E poi va dai neuroni...Beh insomma...Tipo 'Siamo fatti così'!"
"Immortal moon"
"Sborracciate"
"Il munè!"
"I Metallica non sono blasfemi, e comunque Nietzsche non è passato alla storia come blasfemo per aver scritto che Dio è morto!"
"Dio wafer!"
"Il mio cosssseno"
"Mmmh, il ragazzo è intelligente. Bravo, mi piace!"
"Il variamento della quantità di moto"
"Il sillogismo divino"
"TSK"


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